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Maggiore sponsorizza "Guttuso 1912-2012”.

giovedì, 11 Ottobre 2012

Roma, la città nella quale Renato Guttuso stabilì il centro nodale delle sue relazioni e dove visse per oltre cinquant’anni, celebra il grande artista, in occasione del centenario dalla nascita, con la grande mostra “Guttuso. 1912-2012” ospitata nella prestigiosa cornice del Complesso del Vittoriano dal 12 ottobre 2012 al 10 febbraio 2013. Cento dipinti, scelti in modo da rappresentare l’intero arco creativo dell’attività artistica del maestro siciliano, documentano i diversi momenti espressivi del pittore e costituiscono la prima grande antologica che gli dedica la città. Da sempre convinto sostenitore delle tematiche socio-culturali del nostro Paese, il Gruppo Maggiore è, ancora una volta, uno dei principali sponsor del prestigioso evento.

“Il sostegno al mondo dell’arte, ed in particolare alle prestigiose mostre ospitate nel Complesso del Vittoriano, è entrato a pieno titolo nella catena del valore aziendale - ha dichiarato Vittorio Maggiore, Presidente del Gruppo - rappresentando ormai un indiscutibile impegno che manteniamo da anni con orgoglio e convinzione. La nostra costante presenza in questo ambito - prosegue Maggiore - anche in un contesto di oggettiva criticità come quella che attraversa il nostro paese, riflette nitidamente la sensibilità di un’azienda orgogliosamente italiana come la nostra, fondata su valori solidi e etici senza confini, come la diffusione del patrimonio culturale che essi trasmettono”.

Grazie al lungo lavoro di ricerca compiuto dagli Archivi Guttuso, le opere sono state scelte tra quelle presenti nei più importanti musei italiani ed esteri, oltre che nelle collezioni private più rappresentative. Vengono inoltre presentate le opere che il maestro aveva tenute per sé, nella sua collezione privata: dalle piccole tavolette con le quali, precocissimo, muoveva i primi passi nel mondo della pittura, ai grandi quadri come La Fuga dall’Etna, La Crocifissione, I funerali di Togliatti, Il Caffè Greco, La Vucciria e le splendide nature morte che, negli anni Quaranta, facevano presagire la tragedia della guerra e della catastrofe.